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John Muir: IL POSTO DELL'UOMO NELL'UNIVERSO (1916)
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John Muir: IL POSTO DELL'UOMO NELL'UNIVERSO (1916)

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John Muir fu un naturalista scozzese-statunitense, scrittore e pioniere della conservazione ambientale, fondamentale per la nascita dei parchi nazionali.

Ci viene raccontato che il mondo fu creato appositamente per l'uomo - una congettura non corroborata dai fatti. Numerosi uomini rimangono spiacevolmente sorpresi quando trovano nell'universo divino qualcosa, non importa se vivo o morto, che in qualche modo non possono mangiare o rendere - come dicono - utile ai propri fini. Essi hanno una precisa comprensione dogmatica delle intenzioni del Creatore, ed è quasi impossibile sentirsi in colpa nel parlare con empietà del loro Dio, proprio come quando parliamo di idoli pagani. Per questa gente, Dio è un gentiluomo civilizzato e rispettoso della legge, a favore o di una forma di governo repubblicana o di una monarchia limitata. Egli crede nella lingua e letteratura d'Inghilterra, ed è un fervido sostenitore della costituzione inglese, delle scuole domenicali e delle società missionarie - insomma, è un articolo puramente artefatto come lo è un pupazzo qualsiasi di un teatrino da quattro soldi.

Visti tali modi di intendere il Creatore, non sorprende affatto che possano esistere vedute erronee circa il creato. Per queste persone così ordinate, l'esistenza delle pecore, per esempio, è un enigma facilmente risolvibile: cibo e abbigliamento "per noi" , esse mangiano l'erba e le bianche margherite per incarico divino, sulla base del loro fine predestinato, un fine originatosi nella percezione di aver bisogno di lana dopo aver mangiato la mela nel Giardino dell'Eden.

In questo stesso gradevole piano, le balene sono per noi magazzini di olio - per aiutare le stelle a illuminare le nostre vie oscure, almeno fino alla scoperta dei pozzi di petrolio in Pennsylvania. Tra le piante, la canapa, per non parlare dei cereali, è un caso di evidente predestinazione per poter creare cordami, imballaggi e strumenti per impiccare i criminali. Il cotone è un altro chiaro caso per quanto riguarda l'abbigliamento. Il ferro è stato creato per i martelli e gli aratri, e il piombo per le pallottole: tutti ideati per noi. E lo stesso vale per altre manciate di cose insignificanti

Ma dovremmo chiedere a questi profondi conoscitori delle intenzioni di Dio: come spiegare quegli animali che mangiano gli uomini - leoni, tigri, alligatori - e che si leccano i baffi nel mangiare un uomo crudo? O le miriadi di insetti nocivi che distruggono l'opera dell'uomo e ne bevono il sangue? Davvero era voluto che l'uomo facesse da cibo e bevanda per questi animali? Oh no! Assolutamente no! Queste sono difficoltà irrisolvibili che derivano dalla mela dell'Eden e dal Diavolo. Perché l'acqua affoga il suo padrone? Perché tanti minerali lo avvelenano? Perché tante piante e tanti pesci sono nemici così mortali? Perché il signore del creato è sottoposto alle stesse leggi di vita degli esseri a lui soggetti? Oh, tutte queste cose sono sataniche, o connesse in qualche modo con il giardino primordiale Orbene, questi maestri perspicaci non sembrano aver mai preso in considerazione il fatto che l'obiettivo della Natura nel creare gli animali e le piante fosse prima di tutto la felicità di ciascun essere, e non la creazione di tutti gli esseri per la felicità di uno solo.
Perché l'uomo dovrebbe pensare di essere più di una piccola parte dell'unico grande insieme del creato? E quale creatura tra le altre generate con grande sforzo da Dio non sarebbe essenziale per la completezza di quell'insieme - il cosmo? L'universo sarebbe incompleto senza l'uomo, ma sarebbe ugualmente incompleto anche senza la più piccola trans-microscopica creatura che esiste oltre i nostri occhi ingannevoli e la nostra conoscenza.

Dalla polvere della terra, dall'elementare fondo comune, il Creatore ha tratto l'Homo sapiens. Dallo stesso materiale ha generato ogni altra creatura, per quanto nociva o insignificante possa essere per noi. Queste creature sono nostre compagne, nate dalla terra, e come noi esseri mortali. Quelli che, nel mezzo di questo intricato patchwork della civiltà moderna, sono tanto buoni e tanto ortodossi da far quasi paura, si mettono a urlare «eresia» non appena vedono che qualcuno provi anche la più minima simpatia per esseri non appartenenti alla nostra specie. Non contenti di essersi appropriati della terra, essi rivendicano anche i regni celesti, come se fossero gli unici a possedere il tipo di anima per cui questo impero imponderabile è stato voluto.

Questa stella, la nostra buona terra, ha fatto molti viaggi ben riusciti intorno ai cieli prima che l'uomo venisse creato, e interi regni di creature hanno goduto della vita e sono ritornati alla polvere prima che l'uomo comparisse a reclamarli. Dopo che anche gli esseri umani abbiano fatto la loro parte nel piano del Creatore, potrebbe toccare anche a loro di scomparire senza bisogno di alcun incendio generale e senza creare chissà quale trambusto straordinario.

Alle piante vengono attribuite vaghe e incerte sensazioni, e ai minerali assolutamente nessuna di esse. Ma chi ci dice che i minerali non possano provare sensazioni di un certo tipo, sensazioni con cui noi, nella nostra esclusiva perfezione, non abbiamo alcuna possibilità di venire in contatto?

Ma mi sono allontanato dal mio argomento. Una pagina o due indietro ho affermato che l'uomo sostiene che la terra sia stata fatta per lui, ed ero intento a dire che le bestie feroci, le piante piene di spine e le malattie mortali, presenti in alcune parti della terra, provano invece che il mondo intero non è stato fatto per l'uomo. Quando un animale proveniente da un clima tropicale viene condotto ad alte latitudini, esso può morire di freddo, e allora diremmo che questo animale non era fatto per un clima così severo. Ma quando è un uomo ad avventurarsi in zone tropicali piene di malattie, e lì trova la morte, egli non si rende conto che non era fatto per questo tipo di ambienti letali. No, egli accuserà la madre primordiale di essere la causa di questa difficoltà, anche se ella non aveva mai visto una zona interessata dalla febbre, o lo considererà un provvidenziale castigo per una qualche forma di peccato da lui stesso inventata.

Inoltre, tutti gli animali non edibili e non civilizzati, e tutte le piante con le spine, sono mali deplorevoli i quali, secondo attente ricerche fatte dal clero, richiedono di venir mondati dal mondo tramite combustione universale e planetaria. Ma più di ogni altra cosa al mondo

è l'umanità, a necessitare di venir bruciata, poiché è in gran parte malvagia, e se quella fornace trans-mondana può essere impiegata e regolata in modo da farci fondere e purificare in conformità col resto delle creature terrestri, allora la tofetizzazione del genio erratico dell'Homo sarebbe una conclusione per la quale dover pregare ardentemente. Ma, lieto di lasciare questi fuochi e abbagli ecclesiastici, me ne ritorno con gioia all'immortale verità e all'immortale bellezza della Natura.

Matteo Stella

Matteo Stella

Esploratore, guida MTB, Accompagnatore di Media Montagna.

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